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Che cosa accade quando un concerto non si limita più a eseguire musica, ma diventa anche racconto, attraversamento, condivisione di senso?
Pianista veneziana di fama internazionale, tra le interpreti più versatili della sua generazione, Gloria Campaner si muove con naturalezza tra repertorio classico, jazz ed elettronica, costruendo percorsi che sfuggono alle categorie tradizionali. Nel suo incontro al Festival, il pianoforte si intreccia alla parola in una forma ibrida in cui la musica non è solo esecuzione, ma anche narrazione e presenza.
Il risultato è un dialogo continuo tra suono e pensiero, in cui il gesto artistico viene interrogato alla luce del tema Desiderio o dovere: perché spesso la creazione nasce proprio nel punto in cui il talento smette di essere scelta e diventa necessità interiore.