Come possiamo accettare una quotidianità che ci vuole testimoni involontari di ciò che accade, costretti a constatare che la verità spesso diviene inaccessibile, protetta da un guscio di bugie e inganni, simile a quello di una tartaruga millenaria? Il passato può facilmente diventare futuro, e il dolore e la solitudine, come demoni capricciosi e beffardi, possono plasmare la realtà a loro piacimento, fedeli soltanto al potere dell’immaginazione.
Lo scrittore americano Michael Bible, caso letterario internazionale con il romanzo “L’ultima cosa bella sulla faccia della terra” (Adelphi, 2023), ci porta in un viaggio in fondo alle sue visioni di futuro, tra talento e immaginazione, affreschi carichi di poesia concreta che si intrecciano con la vita reale, con la quale sembra essersi già guadagnato un posto fra i grandi narratori statunitensi, anche grazie al suo nuovo libro “Goodbye Hotel” (Adelphi, 2025), un altro affresco visionario e decadente della vita dei singoli e delle collettività nella remota e desolante provincia statunitense.
Bible si interroga e ci interroga. Solleva domande alle quali non è facile rispondere. Ci tenta e ci tiene sospesi. Ma il potere dell’immaginazione è immenso e ci guida come un faro nella tempesta.
Michael Bible è un autore statunitense. Nato in North Carolina, ha scritto per l’Oxford American, The Paris Review Daily, Al-Jazeera America, ESPN The Magazine, e il New York Tyrant Magazine. Nel 2023 Adelphi pubblica in Italia “L’ultima cosa bella sulla faccia della terra”; nel 2025 il nuovo romanzo “Goodbye Hotel”.