17 Ago 2021

“Parola”

Concerto acustico

Di doni, da Franco Battiato ho avuto la fortuna di riceverne molti. Conserverò la sua umiltà. Una volta mi disse di non arrivare mai ad avere l’arroganza di essere convinto di scrivere una canzone più bella di una che si sia già scritto. In qualche modo siamo solo dei tramiti tra la terra ed il cielo. Solo la connessione con il mondo e l’umiltà può consegnarci dei segnali autentici da trasformare in nuova arte.

Coltivare la bellezza, questa è la mia missione nel mondo.

Giovanni Caccamo nasce a Modica nel 1990. Nel 2012 l’incontro decisivo con Franco Battiato che lo sceglie per aprire i suoi concerti, da cui inizia un percorso di cantautore con una profonda vocazione artistica che non rinuncia a confrontarsi con  il pubblico. Nel 2015, vince al Festival di Sanremo fra le “Nuove Proposte” e l’anno successivo è terzo tra i Big. Ambasciatore Unesco Giovani, Tutor alla scuola di Amici, ha rappresentato l’Italia al concerto di Parigi per il 50° anniversario dell’Earth Day. Con Parola è arrivato al quarto album: ogni canzone è ispirata a un testo, da Pasolini a Che Guevara ad Andrea Camilleri, che prima dell’esecuzione viene letta da una voce d’eccezione, fra le altre quelle di Willem Dafoe, Michele Placido, Aleida Guevara e dello stesso Camilleri che, postumo, ricorda che “Le parole hanno un peso”.

 

 

17 Ago 2021

L’ironia come invettiva dell’anima.

Chi siamo, chi saremo ma soprattutto chi ci crediamo di essere e chi ci piacerebbe essere domani?

Cosa rende sostenibile una persona? Prima di cercare uno stile di vita sostenibile bisognerebbe fermarsi a riflettere se siamo noi sostenibili per noi stessi e per gli altri. 

Spazio all’ironia che diventa satira dei costumi, fra blog, libri e spettacoli teatrali. Arianna Porcelli Safonov svolge la sua invettiva intrisa di comico e testimonia di come una risata irriverente possa salvare e redimere.

Arianna Porcelli Safonov è nata a Roma ed è laureata in Lettere e Filosofia, con indirizzo storia del costume. Ha vissuto a New York e a Madrid e ha lavorato per dieci anni nell’organizzazione di eventi internazionali, viaggiando fino al 2010, quando ha deciso di lasciare la professione di Project Manager per dedicarsi full-time alla scrittura.

Nel 2011 si trasferisce a Madrid dove collabora con alcune compagnie di teatro contemporaneo e di improvvisazione. Nel 2014 rientra in Italia e pubblica due libri per Fazi Editore, Fottuta Campagna e Storie di Matti. Dal 2008 è attiva sul blog di racconti umoristici Madame Pipì e dal 2014 è in tour con diversi progetti di satira e critica umoristica al costume sociale italiano: Piaghe, Il Rìding Tristocomico, Diritto civile ed altre parolacce, Tumorismo, Electrocausticae e Cibo, vino ed altri castighi sociali.

Dal 2018, collabora con l’Università di Pavia, con una docenza sulle tecniche di improvvisazione applicate agli ambiti manageriali. Nel 2020 ha scritto e condotto il format TV per LaEffe Scappo dalla città. I suoi monologhi sono diventati virali sul web.

17 Ago 2021

Sono sempre in movimento, ogni nuova volta che affronto qualcosa mi piace scavalcare le montagne, cercare le strade più difficili. 

Come uomo non mi conosco, non so chi sono e non mi interessa. Mi riconosco in questo mestiere, attraverso i personaggi approfondisco ogni volta qualcosa di me stesso. Non posso farne a meno, di questo lavoro, lo vivo come un rapporto sessuale, con passione, voracità. Io sto bene sopra un palco, o davanti la macchina da presa.

Nato a Bologna nel 1947, padre romeno di origine ebraica e madre italiana, dall’esordio nel 1967 ne La Cina è vicina di Marco Bellocchio, Alessandro Haber ha portato nel cinema e nel teatro italiani la sua carica di energia anticonformista, generosa e immediata. Ha lavorato con i Fratelli Taviani, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Luigi Squarzina, Carmelo Bene, Carlo Cecchi, Mario Missiroli. Centoventi film e cinquant’anni di stagioni teatrali fino a Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller. Per le sue interpretazioni si è aggiudicato un David di Donatello, quattro Nastri d’Argento, il Premio Idi e il Premio Gassman.

Quest’anno ha pubblicato Volevo essere Marlon Brando (ma soprattutto Gigi Baggini), un’autobiografia scritta con Mirko Capozzoli, testimonianza di una vitalità eccentrica, di una generosa curiosità umana e di una passione indomabile.

17 Ago 2021

Alla ricerca della felicità.

Da sempre il genere umano concentra i suoi sforzi per afferrare la felicità, per coglierla tanto nel fascino delle grandi idee quanto nella meraviglia delle piccole cose. Eppure, raramente si può dire di esserci riusciti.

La verità è come il vetro che è trasparente se non è appannato, per nascondere quello che c’è dietro, basta aprire bocca e dargli fiato!

La ricerca di un anticonformista, dalla canzone al teatro. Il confronto con la storia dimenticata e le domande profonde della vita.

Cantautore, scrittore e attore, Simone Cristicchi nasce a Roma nel 1977.

Ha pubblicato diversi album di successo e vinto il Festival di Sanremo con la canzone Ti regalerò una rosa.

Nel 2010, inizia la sua avventura teatrale, con Li Romani in Russia dal libro di Elia Marcelli sulla tragica Campagna di Russia del 1941-43. Lo spettacolo, regia di Alessandro Benvenuti, colpisce per la grande sensibilità e presenza scenica. Poi, Mio nonno è morto in guerra, dal libro che scrive nel 2012, storie di piccoli eroi quotidiani nel terremoto della seconda guerra mondiale. Quindi, nel 2013, in collaborazione con il giornalista Jas Bernas e il regista Antonio Calenda, Magazzino 18, musical civile incentrato sul dramma delle foibe e l’esodo degli istriani, fiumani, dalmati e giuliani. Migliaia di spettatori, approda il 10 febbraio su Rai 1 in seconda serata, vincendo la sua fascia d’ascolti.

Adesso, Alla ricerca della felicità:, parte di un progetto che include un libro e un film documentario, in cui il cantattore tenta di spiegare cosa la felicità rappresenti. Al riparo da facili entusiasmi e conclusioni affrettate, la ricerca della felicità si sposa con l’inesauribile curiosità di Simone Cristicchi, che attraverso la filosofia, la meditazione e la fede, ci parla della bellezza, della vitalità, del tempo, del senso di appartenenza e di comunità, di musica e di storie. Un percorso in sette parole chiave – attenzione, lentezza, umiltà, cambiamento, memoria, talento, noi – in cui trovano spazio canzoni, aneddoti, racconti e interviste, che ci accompagna nella sorprendente scoperta del senso profondo di questa ricerca per ciascuno di noi.

17 Ago 2021

1° evento / Il futuro tra innovazione e sostenibilità.

2° evento / La cultura dell’ambiente, idee per il domani.

Non esiste una economia sana se non c’è una biosfera in salute. E se si impoverisce la ricchezza della vita, non si mantengono in salute nemmeno i sapiens.

Si è scritto molto sulla fine del mondo. Centinaia di libri (e non pochi film) danno corpo a apocalissi a tinte fosche e drammatiche, in cui l’uomo viene spesso dipinto come vittima inerme e innocente di forze ostili a lui superiori. Cercherò di spiegare come i veri pericoli d cui occorre guardarsi non siano quelli sbandierati da visionari e sedicenti esperti digiuni di scienza, ma quelli che siamo noi stessi a creare. Ma è di gran lunga più comodo credere a Nostradamus o ai Maya che prendere atto del clima che cambia o delle risorse he cominciano a scarseggiare.

La scienza che diventa consapevolezza dei problemi e chiama a decidere. Mario Tozzi, primo ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria) e divulgatore scientifico, riflette sulle contraddizioni del Sapiens e, in nome di una sensibilità per un equilibrio ambientale messo a rischio, s’interroga sulla soglia decisiva su cui ci troviamo.

Nato a Roma nel 1959, si occupa dell’evoluzione geologica del Mediterraneo centro-orientale, studiando le deformazioni delle rocce. È autore di decine di pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e internazionali, di guide geologiche e di dispense per i corsi universitari. “Laureato illustre” de La Sapienza ad honorem nel 2019.

Dal 2006 al 2011 è stato Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Dal 2013 è Presidente del Parco dell’Appia Antica. È membro del Consiglio Direttivo del TCI, del Consiglio Scientifico del WWF e del Festival della Scienza di Genova. E’ Cavaliere della Repubblica.

Tanti programmi televisivi da Terzo Pianeta a Gaia/Il pianeta che vive, alla serie di documentari Che bella Italia per Rai international, e per la radio Tellus con Federica Cifola. Dal 2019 conduce Sapiens, un solo pianeta e Sapiens Doc su Rai Tre, e Green Zone su RadioUnoRai.

Scrive su La Stampa di Torino, su Qui Touring e su Le Frecce. Fra i numerosi volumi: Manuale geologico di sopravvivenza planetaria, (1996), La dinamica della Terra (1997), libri di testo di Scienze della Terra, per le scuole superiori, manuali e libri per ragazzi, Gaia, un solo pianeta (2009), I perché delle Scienze della Terra (2010), Viaggio in Italia (2010), Perché i vulcani si svegliano (con Federico Taddia, 2011), Gaia. Viaggio nel cuore dell’Italia (2004), Catastrofi (2005); L’Italia a secco (2006), L’Italia segreta (2009), Pianeta Terra ultimo atto (2012), Tecnobarocco (2015), Paure Fuori Luogo (2017), L’Italia intatta (2018) , Come è nata l’Italia (2019) e Uno scomodo equilibrio (2021).

Intensa l’attività di narratore in conferenze sceniche come Del Buio e della Luce, Trash, Lo Stato dell’Acqua e Fine Corsa?.

17 Ago 2021

Franco Battiato è stato una persona che mi ha dato fiducia, che mi ha fatto crescere. Un uomo di straordinaria intelligenza, sensibilità, generosità, con il quale ho condiviso interessi di natura culturale e spirituale. 

Alice (pseudonimo di Carla Bissi), forlivese, è cantautrice, compositrice e pianista tra le più raffinate del panorama musicale italiano.

Una carriera segnata dall’incontro con Franco Battiato ma sempre aperta a una ricerca e suggestioni che l’hanno portata a confrontarsi con Erik Satie, Fauré, Ravel, Pasolini…, a collaborazioni con Paolo Fresu, Michele Fedrigotti, Steve Jansen, Alberto Tafuri, Marco Goldin e, incontro decisivo, con il produttore Francesco Messina.

Ci regala un omaggio all’artista e all’amico Franco Battiato, con cui ha condiviso un percorso iniziato nel 1980 (con Il vento caldo dell’estate, nel 1981 il trionfo a Sanremo con Per Elisa, scritta con il Maestro e Giusto Pio) e che rimane vivo anche dopo la scomparsa di Battiato.

Un viaggio poetico e delicato attraverso le sue canzoni, dai brani più significativi a quelli scritti a quattro mani, fino al Battiato “mistico”. Emozione e talento, la magia delle parole e della musica, un tour che sta conquistando l’Italia.