17 Ago 2021

Siamo le radici del nostro passato, le ferite che sono diventate cicatrici, i sorrisi trasformati in rughe. 

Siamo la memoria e la dimenticanza, la solitudine e la moltitudine di anime che giornalmente arricchiscono la nostra esistenza. 

E saremo solo quando avremo il coraggio di voltarci indietro per costruire il futuro.

Il teatro e l’editoria sono facce di una stessa medaglia, che è quella della cultura in generale. Chi le usa, ha una tensione alla bellezza e, giocoforza, una predisposizione all’intelligenza. Questo rende teatro ed editoria malleabili.  In poche parole riescono ad assumere la forma dell’acqua, si adattano alle condizioni, ai tempi e ai luoghi. 

Nasce a Ragusa Costanza di Quattro. Una vita che si svolge tra libri e teatro, nella radice siciliana di una famiglia e di un territorio fortemente connotati ma dal respiro universale. Dal 2008 si occupa con la sorella del Teatro di Donnafugata, teatro di famiglia riaperto dopo sei anni di restauri e rinato a centro di attività e iniziative. Ha scritto di Donnafugata e della vita-diario del barone Corrado Arezzo De Spucches, della casa di famiglia a Punta Secca dove un giorno va a vivere il commissario Montalbano e di un altro album familiare nell’Ottocento di Giuditta e il monsù.

17 Ago 2021

Ho come l’impressione che ormai mi interessi più immaginare che vedere il risultato finale.

Se continuo a progettare mi sembra di essere vivo.

Io dico che il sole mi appassiona perché fa ombra. Costruisco le immagini a partire dall’ombra.

Ferdinando Scianna è un grande protagonista della fotografia italiana e internazionale. Cinquant’anni di lavoro attorno a una passione e un’immagine fatta di grandi contrasti e del desiderio di raccontare il mondo, la vita, le persone. E via via il bisogno di tenere insieme verbale e visuale.

Nato a Bagheria, in Sicilia, nel 1943, si è votato alla fotografia negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine. Nel 1965 esce Feste religiose in Sicilia con un saggio di Leonardo Sciascia, è l’inizio di una lunga amicizia. Nel 1967 si trasferisce da Bagheria a Milano e qui inizia a lavorare come fotoreporter e inviato speciale con L’Europeo, diventandone in seguito il corrispondente da Parigi per dieci anni. Conosce e collabora con Henri Cartier-Bresson, che gli suggerisce di candidarsi per entrare nella storica agenzia Magnum Photos (primo italiano a entrarvi).

Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens e in Italia La villa dei mostri, sempre con un’introduzione di Sciascia. Dal 1987 alterna al reportage la fotografia di moda (celebri le campagne per Dolce & Gabbana), riscuotendo un successo internazionale.

È autore di numerosi libri e svolge da anni un’attività critica e giornalistica. Gli ultimi volumi pubblicati sono Visti &Scritti (2014), Obiettivo ambiguo (2015), In gioco (2016), Istanti di luoghi (2017), Cose (2018) e Autoritratto di un fotografo, nuova edizione dell’autobiografia, una riflessione sul mestiere di fotografo e il racconto di tanti incontri.

17 Ago 2021

Natura e Arte contengono lo stesso SENSO MISTICO, dobbiamo difenderle per chi sarà!!

Unendo sport e arte si è creato un nuovo modo di approcciarsi alla pittura che ha già dato tutto e oggi chi fa un quadro si assume una vera e propria responsabilità. E poi unire i mondi fa parte di me: io sono un doppio, nasco in due culture e per me unire arte e musica, arte e sport, arte e letteratura è naturale.

Omar Hassan ha 34 anni. Ha passato l’infanzia nella periferia multietnica dell’hinterland milanese, padre egiziano e madre milanese, e, dopo un’esperienza decennale nella boxer interrotta per una malattia, ha intrapreso la strada dell’arte fino a diventare un esponente di punta dell’action painting italiano. Realizza i suoi quadri prendendoli a pugni con i guantoni della boxe bagnati dai colori. Di lui scrivono che è “il primo artista a portare un concetto sportivo nell’arte”. La sua fama è arrivata a New York dove ha riscosso attenzione da parte della critica e di personalità come Spike Lee, Robert De Niro e Sharon Stone. Alle mostre preferisce performances nelle gallerie d’arte. Ha pubblicato Per le strade, undici racconti che con le parole e i disegni mettono insieme una colorata autobiografia.

17 Ago 2021

I viaggi dell’anima.

L’incontro non è mai casuale veramente. Sembra casuale, ma poi, alla fine, ha un senso. E quello è l’elemento fondamentale del viaggio. Altrimenti, non c’è viaggio.

La curiosità, il paradosso e l’anticonformismo in un itinerario che può essere sospeso tra il dentro e il fuori, nello spazio di un viaggio fisico e psicologico, spostando con il piacere della trasgressione atteggiamenti e luoghi comuni. Syusy Blady, nome d’arte di Maurizia Giusti, dal cabaret alla televisione ai libri, continua il percorso di “viaggiatrice per caso”.

Laureata in pedagogia all’Università di Bologna, inizia con un’attività teatrale per ragazzi e esordisce negli anni ’80 come autrice e protagonista di Granpavese varietà a Bologna e poi in RAI con I Mixserabili e Granpaese varietà di cui è autrice insieme a Patrizio Roversi e Gino Castaldo. Partecipa a programmi di successo come Drive In e La tv delle ragazze, nel 1987 progetta e conduce assieme a Davide Parenti e Patrizio Roversi il programma di Italia 1 Lupo Solitario.

Nel 1994 è ideatrice e conduttrice del gioco virtuale Se Rinasco su Rai2.

Da un viaggio in India con Patrizio Roversi nasce Turisti per caso, che li vedrà impegnati in viaggi per il mondo in onda in prima serata su Rai 2 e poi Rai 3 per più di 10 anni. Su questo tronco realizzano Velisti per caso, La nostra Africa, cinque puntate dedicate al continente africano, e Evoluti per Caso/Sulle tracce di Darwin.

Nel 2005 è protagonista e autrice di Misteri per caso e realizza il cortometraggio Ciccio Colonna, premiato con il Nastro Argento. Ha partecipato all’ultimo film di Fellini La voce della luna.

Libri: con Sandro Toni, Vocabolario sessuato, le parole viste dalle donne e dagli uomini, con Patrizio Roversi, Quel poco che abbiamo capito del mondo facendo i Turisti per caso, il romanzo Tango inesorabile. Dal 2011, Italia Slow Tour, turismo slow e sostenibile, in onda su Rete 4.

Sul web da più di 10 anni è co-autrice del pluripremiato sito internet turistipercaso.it, una community dedicata a viaggi e viaggiatori, e velistipercaso.it, dedicato al turismo nautico, vela e ecologia.

17 Ago 2021

Epoca stoica, epoca gnostica
(doppio evento)

Chi trasforma le proprie paure in alleati comincia d’un tratto a procedere di vittoria in vittoria. Gli enormi problemi per noi attuali e le nostre reazioni collettive e personali ricordano altre epoche decisive della civiltà occidentale, epoca stoica, epoca gnostica. Fare parallelli è sbagliato, secondo gli storici, ma aiuta a pensare e soprattutto a fare progetti.

In un’epoca di tecnologia avanzata, in cui la gente potrebbe lavorare di meno e capire più cose, e guardarsi intorno, bisogna fare in modo che la gente abbia paura e che viva in una situazione di crisi. Per cui si inventano crisi e tormenti vari perché la gente, pur stando molto bene e avendo più tempo a disposizione, non abbia modo di usare questo maggior tempo ma sia schiacciata dall’ansia.

Filologo e narratore, Igor Sibaldi, tra teologia, mitologia, psicologia e filosofia. Tanti libri e riflessioni sull’immenso spazio-tempo dell’interiorità, le energie che abbiamo e che costringiamo in limiti, modelli e istituzioni. Un viaggio trasversale che trova radici e consonanze profonde tra l’attualità e il passato e la speranza/fede che una ri-nascita sia possibile, in un oltre che può essere già qui.

E’ nato a Milano nel 1957, da madre russa e padre toscano. Studioso di teologia e storia delle religioni, è autore di opere sulle Sacre Scritture e sullo sciamanesimo. Fra gli altri: La Trilogia dei maestri Invisibili, Il Libro degli Angeli e dell’Io Celeste, Il frutto proibito della conoscenza, Io, Il mondo dei desideri/101progetti di libertà, Il tuo aldilà personale, Il codice segreto del Vaticano, Le porte dell’immaginazione.

Dal 1997 tiene conferenze e seminari in Italia e all’estero su argomenti di mitologia, di esegesi e di psicologia del profondo.

Si è occupato a lungo di angelologia, equiparandola ad una forma di psicologia.

Negli anni Ottanta e Novanta ha tradotto varie opere di letteratura russa (in particolare romanzi e racconti di Tolstoj), dedicandovi monografie e saggi introduttivi.

In seguito ha tradotto il Vangelo di Giovanni, dal greco antico (Il codice segreto del Vangelo) e parte della Genesi, dall’ebraico antico (Il libro della Creazione).

Ha scritto e messo in scena testi teatrali: Francesco e i burattini, Dioniso, Elogio dell’impossibile.

17 Ago 2021

Dostoevskij, letterato ingegnere

“Dostoevskij è uno degli pensatori che più hanno forgiato il pensiero che ci rende ciò che siamo, almeno oggi e in Occidente. In particolare, le sue opere letterarie hanno presentato una visione del mondo esistenzialista, che va ancora per la maggiore negli ambienti umanisti, filosofici e religiosi. Benché lo scrittore avesse fatto studi scientifici, e fosse in realtà un ingegnere, il suo atteggiamento era però fortemente critico nei confronti della scienza. Per sapere cosa saremo, dovremo dunque sfrondare i suoi romanzi di quell’atteggiamento anti-scientista, e andare nella direzione di una cultura che sia in grado di combinare insieme l’umanesimo e la scienza”.

Credo in un solo Dio, la Natura, Madre onnipotente, generatrice del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.Credo in un solo Signore, l’Uomo, plurigenito figlio della Natura, nato dalla Madre alla fine di tutti i secoli: natura da Natura, materia da Materia, natura vera da Natura vera, generato, non creato, della stessa sostanza della Madre.

Nato a Cuneo, Piergiorgio Odifreddi, professore ordinario di Logica all’Università di Torino, una lunga carriera di docenza e ricerca, in particolare nella teoria della calcolabilità. Il pubblico più largo lo conosce per un’attività di divulgazione della scienza e della matematica, mai disgiunta dal rapporto con la cultura umanistica e da una visione critica nei confronti della religione (Il Vangelo secondo la scienza, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattoilici).. Esemplari le conversazioni con 50 premi Nobel poi raccolti in Incontri con menti straordinarie e i tre Festival della matematica organizzati dal 2007 al 2009 all’Auditorium di Roma. Nel suo impegno pubblico una sensibilità che lo avvicina a Bertrand Russell e Noam Chomsky, con libri come Non siamo tutti americani e Il matematico impertinente. L’ultimo lavoro, Ritratti dell’infinito/ Dodici primi piani e tre foto di gruppo, un’altra coerente testimonianza di fede nella matematica.

 

17 Ago 2021

1° evento / Il mito della crescita.

I fini dell’economia che punta solo sulla crescita sono anche i nostri fini? O siamo noi diventati semplici strumenti dell’ideologia della crescita, la quale ci impiegherebbe come momenti della sua organizzazione, semplici anelli insignificanti della sua catena, o, se preferiamo, mezzi imprescindibili, ma anche fra i più intercambiabili di qualsiasi altro mezzo, all’interno di un apparato economico diventato fine a se stesso?

La crescita, dice Umberto Galimberti, è diventata un imperativo categorico per le nostre società, una forma mentis, uno stato d’animo, un rimedio all’angoscia, una promessa di futuro. E guai se viene meno e ci troviamo con crescita zero o addirittura con una decrescita. È una parola subdola, la crescita, che comporta un obbligo funzionale soltanto a un sistema di produzione. Dunque, è il caso di ragionare su un mito che cancella il senso stesso della vita, del lavoro, dei sentimenti, e di ritrovare un senso del limite, perché gli uomini non possono essere solo produttori e consumatori di merci. Rallentare o fermarsi non è uno spauracchio ma l’occasione per tornare a vivere finalmente consapevoli della propria esistenza.

 

2° evento / L’uomo nell’età della tecnica.

Siamo nell’età della tecnica, dove non è possibile vivere se non al prezzo di una completa omologazione al mondo dei prodotti che ci circonda, e da cui dipendiamo come produttori e consumatori.

I libri non servono per sapere ma per pensare, e pensare significa sottrarsi all’adesione acritica per aprirsi alla domanda, significa interrogare le cose al di là del loro significato abituale reso stabile dalla pigrizia dell’abitudine.

Il pensiero come via alla conoscenza e a una norma di comportamento, oltre i totem e i simulacri in cui si racchiude la vita. L’acutezza dello sguardo e la lunga esperienza filosofica di Umberto Galimberti alla ricerca di un consapevole equilibrio tra le conquiste della scienza, il dominio tecnico della quotidianità e la bussola di un’etica da rifondare.

È tra i più prestigiosi filosofi contemporanei. Laureatosi con Emanuele Severino, ventenne si trasferisce a Basilea dove frequenta il filosofo esistenzialista Karl Jaspers, di cui è uno dei più considerati studiosi e interpreti. È stato professore di Filosofia della storia, Psicologia dinamica, Filosofia morale e Antropologia culturale all’università Ca’ Foscari di Venezia.

Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, poi con Repubblica, di cui è tra i principali editorialisti, con articoli di approfondimento su temi esistenziali di taglio filosofico, antropologico e psicosociale. Tra le sue pubblicazioni, tradotte nelle principali lingue europee, alcune anche in giapponese, classici della filosofia contemporanea sull’essenza del pensiero greco, cristiano e tecnico: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente; La terra senza il male. Jung: dall’inconscio al simbolo; Le cose dell’amore; Gli equivoci dell’anima; Il gioco delle opinioni; Parole nomadi; Psiche e téchne; Orme del sacro; La casa di psiche; I miti del nostro tempo; Il segreto della domanda; Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto; La parola ai giovani/Dialogo con la generazione del nichilismo attivo; Heidegger e il nuovo inizio/Il pensiero al tramonto dell’Occidente.

17 Ago 2021

Guardare la Terra dal finestrino è affascinante, soprattutto nei momenti dell’alba e del tramonto. Si può notare molto la sottile atmosfera che avvolge il nostro pianeta e ci differenzia da Marte; se non ci fosse l’atmosfera la Terra sarebbe completamente diversa ed è per questo che dobbiamo trattarla bene. Per diventare qualunque cosa, anche astronauti, serve un perché personale. Quando mi rispondono “perché voglio essere ricco e famoso”, penso che non stiamo dando modelli giusti ai nostri ragazzi. Li lasciamo soli con ideali spenti.

Il futuro tra le Stelle.

Il punto di vista di chi la Terra la guarda dall’orbita di una stazione spaziale e la rimette nella dimensione del cosmo. Paolo Nespoli, ingegnere e astronauta, protagonista con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) di spedizioni extraterrestri porta al Festival la prospettiva di un’umanità che si lancia nell’avventura dello Spazio. Siamo pronti?

Nato a Verano Brianza (Milano) nel 1957, appassionato di immersioni subacquee, pilotaggio di aerei a turismo, assemblaggio di computer, apparecchiature elettroniche e software per computer, ottiene un Bachelor of Science in Aerospace Engineering nel 1988 dalla Polytechnic University of New York (USA) e, nel 1989 riceve, dalla stessa università, un Master of Science in Aeronautics and Astronautics. Ingegnere, pilota, paracadutista.

Entrato nell’Esercito Italiano nel 1977, dal 1982 al 1984 inviato a Beirut, in Libano, in missione. Diviene ufficiale, ma nel 1987 lascia l’esercito. Nel 1991 entra a far parte del corpo astronautico europeo dell’ESA e nel 1998 è selezionato come astronauta dall’Agenzia Spaziale Italiana. Tre le sue missioni nello Spazio: Esperia, MagISStra e Vita, voli sullo Space Shuttle e sulla navetta russa Soyuz, e tanti esperimenti condotti sulla Stazione Spaziale. Ultimo atterraggio il 14 dicembre 2017 e poi la pensione. Con 313 giorni 2 ore e 36 minuti in missione è il secondo astronauta ESA con più esperienza e l’astronauta italiano che ha trascorso più tempo nello Spazio.

Ha scritto: Dall’altro i problemi sembrano più piccoli (Mondadori) e ispirato la scrittrice Oriana Fallaci per il personaggio di Angelo, protagonista del romanzo Insciallah.

17 Ago 2021

Fin dall’inizio di un lungo percorso giornalistico, Tiziana Ferrario ha interpretato la professione guardando al mondo dei giovani e ai loro problemi, a cominciare dal lavoro. Ha ideato il Tg ragazzi che ha aperto il mondo dell’informazione con un format dedicato. A lungo conduttrice delle edizioni principali del Tg1, quella delle 13.30 e poi delle 20, ha svolto questa funzione con rigore e misura, affrontando anche discriminazioni e ingiustizie. Nello stesso tempo, ha svolto un lavoro di inviata che l’ha portata a raccontare da testimone sensibile i luoghi di crisi dall’Afghanistan all’Iran. Continua la sua attenzione ai diritti delle donne. Numerosi i riconoscimenti, tra cui la nomina di Cavaliere al merito della Repubblica.
Tra i libri, Il vento di Kabul. Cronache afghane, Orgoglio e prergiudizi. Le donne al tempo di Trump, Uomini. È ora di giocare senza falli.

 

17 Ago 2021

L’umanità fra presente e futuro.

Sono un ottimista e un avventuriero. E credo che i prossimi 10 anni saranno migliori degli ultimi 10.

Pablo Picasso una volta disse: “Ogni atto di creazione inizia con un atto di distruzione”. Ciò è vero sia negli affari sia nell’arte. Credo che il momento che stiamo vivendo sia perfetto per iniziare qualcosa di interessante in tutti i campi e bisogna farlo con idee capaci di cambiare il mondo.

Economia e finanza, imprenditoria e tecnologie, geopolitica e mercato: tante sono le aspettative e le preoccupazioni. Alec Ross, viene a dire dei mondi nuovi che ci attendono. L’ottimismo che si alimenta di scelte possibili, fatte di tecnologie digitali, saperi, imprese che innovano e di inclusione del femminile.
Esperto di politiche tecnologiche, inserito da Foreign Policy fra i 100 Top Global Thinkers. Ha collaborato con il Dipartimento di Stato americano, con Hillary Clinton prima e la Presidenza Obama, poi. Già Senior Fellow alla Johns Hopkins University e alla Columbia University, attualmente è Visiting Professor alla Bologna Business School.
Autore del best-seller The Industries of the Future, pubblicato dal New York Times, tradotto in 24 lingue, libro dell’anno al TriBeCa Film Festival. In uscita, un lavoro sul rapporto tra governi, mercato e cittadini.
È nel CdA di Amplo, società di venture capital globale specializzata in tecnologia, finanza, educazione, risorse umane e cybersecurity.