28 Ago 2022

Volevo solo fare il giornalista

“Volevo solo fare il giornalista – La storia di Alessandro Bozzo” 

Monologo teatrale

di Lucio Luca

con Salvo Piparo

musiche Michele Piccione

Alessandro è un giornalista calabrese alla soglia dei 40 anni. Un bivio della vita al quale arriva con il carico di una serie di minacce da parte della ‘ndrangheta, un lavoro sempre più precario e un matrimonio che sta per fallire. Decide così di isolarsi e ripercorrere le tappe più importanti della sua vita attraverso le pagine di un diario segreto che aggiorna quasi maniacalmente giorno per giorno, annotando le angherie che è costretto a subire e il disprezzo per chi, dal suo punto di vista, tradisce la professione scendendo a compromessi col potere.  “Volevo solo fare il giornalista – La storia di Alessandro Bozzo”, tratto dal libro “Quattro centesimi a riga” (Lucio Luca, Zolfo Editore) è ispirato a una storia vera, quella di Alessandro Bozzo. Il monologo scritto da Lucio Luca e interpretato da Salvo Piparo con le musiche di Michele Piccione, racconta le pressioni psicologiche, il mobbing, lo sfruttamento dei collaboratori costretti a scrivere, appunto, per quattro centesimi a riga, le minacce mafiose subite dal giornalista, culminate in un gesto estremo e in un processo destinato a fare giurisprudenza.

Lucio Luca
Lucio Luca è nato a Ragusa nel 1967. Da oltre trent’anni lavora a “Repubblica” dove si è occupato di cronaca nera, giudiziaria, politica estera, sport e Cultura. “Quattro centesimi a riga” è il suo sesto libro. In precedenza ha pubblicato per i tipi della Sigma Edizioni “Prove tecniche di trasmissione, trent’anni di radio e tv private a Palermo” e “Puellae, non donne di provincia, duemila anni di prostituzione in Sicilia”. Per la Pietro Vittorietti Editore, il romanzo “Il killer dell’ufficio accanto. La vera storia di Nino Velio Sprio” e “Dall’altra parte della luna. Storie di siciliani d’America che ce l’hanno fatta”. Per Laurana, “L’altro giorno ho fatto quarant’anni” con il quale ha vinto il Premio Articolo 21 per la libertà di informazione e il premio Mario e Giuseppe Frances.

Salvo Piparo
Salvo Piparo è nato a Palermo nel 1978. Attore e cantastorie, è custode delle più antiche memorie, rilette con comicità e crudo realismo. Da anni racconta la Sicilia e le sue mirabili storie di vita e leggende popolari. Ricercatore attento delle tradizioni, rievoca la storia attraverso la tecnica del cunto. Testimonial per UNICEF, da anni è impegnato in un progetto laboratoriale di teatro sociale dal titolo “La città raccontata”, rivolto a tutti coloro che hanno una storia da raccontare.

Michele Piccione
Michele Piccione, 40 anni, palermitano, laureato in Beni Demoetnoantropologici presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, inizia la sua vita musicale a sei anni studiando chitarra classica. Nel 2000 approda alla musica popolare come tamburellista e chitarrista. L’amore per la musica etnica lo porta ad approfondire lo studio di altri strumenti tradizionali appartenenti a diverse culture come il duduk (oboe tradizionale della cultura armena), il bodhràn (tamburo a cornice irlandese), la darbuka (tamburo a calice medio orientale) che suona con lo stile appreso dai Rom stanziati a Palermo, il cajon, la cornamusa scozzese, il marranzano, la zampogna a paru messinese e la ciaramella molisana.

2 ottobre – Polo M9

 

PRENOTA 2 ottobre - 18.00