15 Lug 2022

Arianna Fontana

Lo sport come sede insuperabile delle emozioni condivise: un gol o un canestro segnato all’ultimo secondo, l’impresa di arrestare il cronometro per un record del mondo o una medaglia olimpica, la grinta sulla bici nello scalare le vette più alte, il rombo dei motori. Niente dà più esaltazione collettiva: l’elettrica attesa del momento, l’attimo esatto del successo, gli spettatori che trattengono il fiato, il boato del pubblico, il tifo che esplode, epica e retorica imbattibile.

Chi meglio di Arianna Fontana può raccontare questa magnifica realtà, questo inseguire e superare i propri limiti? Chi meglio di lei, vincitrice di ben 11 medaglie ai Giochi olimpici: mai nessun atleta italiano è salito così tante volte sul podio. E ogni volta è un gesto che si rinnova, con lo stesso entusiasmo e la medesima “liberazione”.

Campionessa di short track, Arianna Fontana sa che tutto si consuma sulla rapidità, sulla forza e sulla precisione che riesce a imprimere sui pattini. Il conto delle sue affermazioni è strabiliante, una scia inarrestabile. Nata a Sondrio nel 1990, a soli 15 anni esordisce in Nazionale: agli europei di Krynica-Zdrój è in ben tre podi. Alle Olimpiadi di Torino 2006 conquista il bronzo nella staffetta, diventando la più giovane atleta medagliata d’Italia. A Vancouver 2010 è di nuovo sul podio, con il bronzo nei 500 metri. Sette volte campionessa europea, nelle stagioni successive incrementa il palmarès e il trionfo si concretizza a Pyeonchang 2018 con l’oro. I rapporti con la Federazione s’incrinano e decide di trasferirsi in Ungheria. Nell’anno in corso arriva a Pechino dove bissa l’impresa d’oro. Esempio per le nuove generazioni, dotata di grande strategia in gara adesso spera di incrementare la propria galleria di medaglie a Milano-Cortina 2026.

19 ottobre – Sale Apollinee Teatro La Fenice

 

PRENOTA 19 ottobre -