17 Ago 2021

Alessandro Haber

Sono sempre in movimento, ogni nuova volta che affronto qualcosa mi piace scavalcare le montagne, cercare le strade più difficili. 

Come uomo non mi conosco, non so chi sono e non mi interessa. Mi riconosco in questo mestiere, attraverso i personaggi approfondisco ogni volta qualcosa di me stesso. Non posso farne a meno, di questo lavoro, lo vivo come un rapporto sessuale, con passione, voracità. Io sto bene sopra un palco, o davanti la macchina da presa.

Nato a Bologna nel 1947, padre romeno di origine ebraica e madre italiana, dall’esordio nel 1967 ne La Cina è vicina di Marco Bellocchio, Alessandro Haber ha portato nel cinema e nel teatro italiani la sua carica di energia anticonformista, generosa e immediata. Ha lavorato con i Fratelli Taviani, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Luigi Squarzina, Carmelo Bene, Carlo Cecchi, Mario Missiroli. Centoventi film e cinquant’anni di stagioni teatrali fino a Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller. Per le sue interpretazioni si è aggiudicato un David di Donatello, quattro Nastri d’Argento, il Premio Idi e il Premio Gassman.

Quest’anno ha pubblicato Volevo essere Marlon Brando (ma soprattutto Gigi Baggini), un’autobiografia scritta con Mirko Capozzoli, testimonianza di una vitalità eccentrica, di una generosa curiosità umana e di una passione indomabile.